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Una banca dati del teatro in Italia nel periodo fra il 1931 al 1944

La banca dati consiste in un sistema integrato che consente di interrogare e incrociare le informazioni essenziali desunte da fonti di carattere archivistico e da fonti a stampa (periodica e quotidiana). L'arco temporale preso attualmente in considerazione coincide con l'entrata in funzione a Roma di un Ufficio centralizzato per la censura teatrale (1931) e termina con il trasferimento a Venezia (1944) del Ministero della cultura popolare - competente in materia -  a seguito della costituzione della Repubblica sociale italiana. Si tratta di un periodo di grandi trasformazioni per il teatro italiano, soggetto agli interventi dello Stato e costretto a confrontarsi per la prima volta con un universo mediatico complesso, che comprende la radio come il cinema sonoro. Obiettivo di questo progetto, frutto di una convenzione triennale fra Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione generale per gli Archivi  (MiBAC - DGA) e Università "Sapienza" di Roma, Dipartimento di Storia dell'Arte e dello Spettacolo (DSAS), è quello di attingere, attraverso fonti diverse, alla vita di carta della scena  italiana in epoca fascista per ricavare le tracce documentali della quotidiana esistenza del teatro, al fine di aiutare a ricostruirne la cultura e la storia. 

Ideazione: Antonella Ottai (DSAS), Patrizia Ferrara (MiBAC - DGA)

Direzione scientifica e progettazione: Antonella Ottai

Architettura della banca dati: Carla Maria Ricci, con la collaborazione di Gianni Pingue

Ricerche: Mariangela Arcieri, Gianni Pingue, Gilda Signoretti

Informazioni